comunicazione empatica

Conosci i 4 passi fondamentali della Comunicazione Empatica O.S.B.R. per migliorare le tue relazioni?

Conosci i 4 passi fondamentali della Comunicazione Empatica?

Nei post precedenti abbiamo esaminato i presupposti di una comunicazione efficace, hai preso confidenza con i tre canali sensoriali e hai scoperto quali sono le peggiori strategie anti-empatia e i principali ostacoli alla comunicazione empatica

E se ti dicessi che il bello arriva proprio ora?

Quando per la prima volta mi sono approcciata allo studio della PNL e della Comunicazione Empatica non avrei mai pensato che uno strumento così semplice e alla portata di tutti come la parola fosse in realtà così potente. Se mi fermavo a pensare cosa avesse fatto precipitare gran parte delle mie relazioni a casa e sul lavoro, la responsabilità dei miei insuccessi interpersonali era proprio di una comunicazione maldestra e inefficace

POTEVA DAVVERO UN CORSO DI FORMAZIONE RIUSCIRE A CAMBIARE IL MIO MODO DI COMUNICARE ORMAI RADICATO DA 38 ANNI?

Se te lo stai chiedendo anche tu, ebbene la risposta è sì!

PNL e Comunicazione Empatica potrebbero non essere il rimedio a tutti i tuoi problemi esistenziali, ma sono certamente fondamentali per aiutarti a risolvere gran parte dei tuoi problemi relazionali, e mi riferisco non solo alla relazione con gli altri ma anche a quella che abbiamo con noi stessi

Essere capaci di relazionarci a noi stessi senza giudizio e critica, trattarci con gentilezza ed essere empatici verso noi stessi è il primo passo per instaurare relazioni sane e costruttive anche con gli altri

Ecco perché oggi ci tengo ad entrare nel vivo di questo argomento e a trasformare la teoria in pratica!

I 4 PASSI DELLA COMUNICAZIONE EMPATICA O.S.B.R.

1_ USARE UN LINGUAGGIO DESCRITTIVO

Cioè comunicare le azioni concrete che osservi, separando la valutazione e i giudizi dai dati di fatto. Imparare a trasformare una frase valutativa in una osservativa – cioè contestualizzate e riferita ad azioni fatte in un momento preciso – è il primo passo che ti invito a mettere in pratica, ecco quindi qualche esempio concreto per esercitarti e comprendere la differenza tra i due tipi di frasi:

“Paolo è molto scadente come giocatore di calcio” = GIUDIZIO e VALUTAZIONE

“Paolo non ha segnato nemmeno un goal in tutto il campionato e anche nella partita di oggi si è fatto rubare la palla dagli avversari almeno 10 volte” = DESCRIZIONE e OSSERVAZIONE

Riesci a capire la differenza tra i due tipi di frasi?

Ecco un altro esempio:

“Mi hanno detto che sei andato su tutte le furie durante la riunione” = GIUDIZIO e VALUTAZIONE

“Mi hanno detto che durante la riunione sei diventato rosso, hai alzato la voce e hai incominciato a sbraitare contro i colleghi, buttando in aria la tua cartelletta con tutti i dati” = DESCRIZIONE e OSSERVAZIONE

Probabilmente già analizzando queste due semplici frasi ti sarai reso conto di quanto la nostra comunicazione quotidiana sia impregnata di giudizi e valutazioni personali che se nell’immediato possono non scatenare un conflitto, vengono però percepiti a livello inconscio da chi ci ascolta

L’inizio di ogni tua comunicazione dovrebbe essere quindi sempre oggettivo e descrivere la realtà delle cose epurata dal tuo giudizio personale


2_ ESPRIMERE CON CHIAREZZA I SENTIMENTI

Cioè saper riconoscere le emozioni e i sentimenti che provi, identificarli e saperli comunicare. Ricorda che c’è una differenza fondamentale tra i sentimenti e i non-sentimenti, cioè tutte quelle volte in cui utilizzi la parola SENTIRE senza in realtà esprimere un sentimento

In frasi come “Mi sento di non aver dato il meglio” o “Mi sento di non aver fatto un buon affare” le parole MI SENTO potrebbero essere sostituite con maggior precisione da PENSO

Un’altra distinzione a cui ci tengo che tu faccia attenzione è poi quella tra le parole che esprimono dei sentimenti veri e propri e le parole che descrivono quello che pensiamo di essere:

“Mi sento incapace come genitore” = VALUTAZIONE DELLA MIA ABILITÀ COME GENITORE

“Mi sento insoddisfatto di me come genitore” = ESPRESSIONE DI SENTIMENTO VERO E PROPRIO

Allo stesso modo, è utile distinguere anche tra le parole che descrivono nostre interpretazioni di quello che gli altri fanno o pensano, e le parole che descrivono veri e propri sentimenti:

“Mi sento imbrogliato” = IMPLICA CHE QUALCUNO MI ABBIA IMBROGLIATO, L’ “IMBROGLIO” NON È UN SENTIMENTO CHE STO PROVANDO

“Mi sento tradito” = IMPLICA CHE QUALCUNO MI ABBIA TRADITO, IL “TRADIMENTO” NON È UN SENTIMENTO CHE STO PROVANDO

Parole come “Mi sento sminuito/ingannato/incompreso/non ascoltato” NON esprimono quello che sto provando e quindi NON esprimono sentimenti veri e propri

Al contrario

“Mi sento felice” = PROVO FELICITÀ

“Mi sento frustrato” = PROVO FRUSTRAZIONE

Ecco qualche esempio per trasformare una frase che esprime un falso sentimento in una frase che esprime un sentimento vero e proprio:

“Mi stai esaurendo” = “Mi sento esasperata”

“Sei disgustoso” = Mi sento furiosa”

“Mi sembra del tutto incomprensibile che tu voglia fare questo” = “Mi sento allibita di fronte alla tua scelta”

Ci siamo con il secondo passo della Comunicazione Empatica?
Sei riuscito a distinguere le frasi che esprimono veri e propri sentimenti da quelle esprimono falsi sentimenti?

Allora andiamo avanti!


3_ ESPRIMERE CON CHIAREZZA I BISOGNI

Cioè individuare con chiarezza e comunicare i bisogni che originano i nostri sentimenti

Così come una pianta ha bisogno di radici, acqua, luce e sostanze nutritive per crescere rigogliosa, anche noi per stare bene abbiamo la necessità di soddisfare numerosi bisogni fisiologici fondamentali e altri più complessi che incontriamo nel corso della nostra vita, soprattutto sul piano psicologico

Lo scopo principale dei nostri bisogni è quello di segnalare fragilità, carenze, aree di miglioramento e cause di disagio: i bisogni sono quindi alleati indispensabili nel percorso del nostro sviluppo e della nostra crescita personale, oltre ad avere un’importante funzione motivazionale che ci spinge ad agire per raggiungere un miglior stato di benessere

La definizione di bisogno e la modalità con cui lo percepiamo cambia a seconda del contesto e delle persone con cui ci relazioniamo. Le nostre emozioni si collegano tutte ai nostri bisogni: ogni volta che i nostri bisogni vengono soddisfatti o che pensiamo che lo saranno proviamo emozioni e sentimenti piacevoli, al contrario quando percepiamo che i nostri bisogni sono inappagati proviamo emozioni e sentimenti spiacevoli

QUESTO PROCESSO AVVIENE AUTOMATICAMENTE, AL DI LÀ DI OGNI COSCIENZA O VOLONTÀ, E AVVIENE ANCHE SE IN QUEL PARTICOLARE MOMENTO NON SIAMO PIENAMENTE CONSAPEVOLI DI QUALE BISOGNO SIA COINVOLTO

Mentre i bisogni fondamentali, una volta soddisfatti, tendono a non ripresentarsi, i bisogni sociali e relazionali tendono a rinascere con nuovi e più ambiziosi obiettivi da raggiungere

Ecco perché a livello sentimentale mi sono sempre sentita dire la frase “Pretendi sempre di più”!!

Ecco qualche esempio per iniziare a capire cosa significa andare alla ricerca dei bisogni che si nascondono dietro i sentimenti e dentro il linguaggio:

Quando dici a qualcuno “Non mi capisci mai” – e se sei come me hai detto spesso questa frase – che tipo di risposta sei abituato ad ascoltare?

“Non è vero”

“Perché dici questo”

“Anche tu non mi capisci”

Non è forse così?

In realtà con la frase “Non mi capisci mai” stiamo dicendo all’altra persona che il nostro BISOGNO DI COMPRENSIONE non è soddisfatto

E ancora

“Hai lavorato fino a tardi tutta la settimana, tieni più al lavoro che a me”

Ti è mai capitato di dire o sentirti dire questa frase?

E quale potrebbe essere una tipica risposta?

“Non è vero”

“Perché dici questo”

“Anche tu hai i tuoi impegni”

In realtà con quella frase stiamo dicendo – o chi la dice a noi ci sta dicendo – che il nostro BISOGNO DI INTIMITÀ non è soddisfatto

Siamo purtroppo abituati ad esprimere in maniera INDIRETTA ED EQUIVOCA i nostri bisogni attraverso l’uso di VALUTAZIONI, INTERPRETAZIONI, LAMENTELE E CRITICHE e tutto questo porta noi stessi e gli altri ad auto-difenderci o a contrattaccare

Proprio per questo il tuo obiettivo da oggi sarà quello di iniziare ad individuare chiaramente i tuoi bisogni e ad incorporarli nel tuo parlato quotidiano


4_ SAPER CHIEDERE CON CHIAREZZA E SPECIFICITÀ CIÒ CHE VOGLIAMO

Cioè farsi capire dall’altro senza fraintendimenti facilitandolo a venirci incontro, comunicando le azioni concrete che desideriamo richiedere

Ecco tre importanti tipi di richieste nella Comunicazione Empatica:

1_ RICHIESTA DI EMPATIA: “Saresti disposto a ripetermi ciò che mi hai sentito dire?”

2_ RICHIESTA DI INTERESSE DEI SENTIMENTI ALTRUI: “Saresti disposto a dirmi come ti senti quando mi senti dire queste parole?”

3_ RICHIESTA DI INTERESSE DELL’OPINIONE ALTRUI: “Saresti disposto a dirmi cosa pensi di quello che ti ho detto?”

Una richiesta, per generare più possibilità di essere accolta, deve avere queste sei caratteristiche:

1_ Deve rivolgersi ad UNA PERSONA SPECIFICA

2_ Deve essere CONCRETA E PRATICA e non astratta

3_ Deve essere CIRCOSCRITTA NEL TEMPO

4_ Deve essere espressa in FORMA POSITIVA evitando quindi le negazioni

5_ Deve essere REALIZZABILE: chiedere l’impossibile è il modo migliore per non ottenere nulla

6_ Deve LASCIARE LA SCELTA all’altro con frasi del tipo “Saresti d’accordo di..” o “Ti andrebbe di..”

Eccoci quindi alla fine dell’analisi dei 4 PASSI DELLA COMUNICAZIONE EMPATICA O.S.B.R.

Che ne dici di fare un piccolo riepilogo?

Si parte dunque dall’OSSERVAZIONE di azioni concrete, si introduce il SENTIMENTO che proviamo e poi il BISOGNO che causa il sentimento e infine la RICHIESTA di azioni concrete che vorremmo fossero intraprese. Ecco un esempio di comunicazione empatica, chiara ed efficace:

“Luca, quando vedo due paia di calze sporche sotto al tavolo e altre tre paia vicino alla tv (OSSERVAZIONE) mi arrabbio molto (SENTIMENTO) perché ho bisogno di maggior ordine nelle stanze che utilizziamo in comune (BISOGNO). Potresti portare le calze in camera tua oppure metterle in lavatrice? (RICHIESTA)”

Ora proviamo insieme a trasformare la frase “Non lavi mai i piatti” secondo i 4 passi della Comunicazione Empatica, come potremmo procedere?

Ricorda di dire ciò che vedi, esprimere chiaramente come ti senti e quale bisogno non è soddisfatto e infine procedere con la tua richiesta

Una possibile trasformazione efficace potrebbe essere:

“Quando vedo tutti quei piatti sporchi nel lavandino dopo che hai finito di mangiare, mi sento davvero frustrata perché ho bisogno di maggior collaborazione nelle faccende domestiche. Saresti disposto a lavarli appena finisci di mangiare o a caricare la lavastoviglie?”

Molto meglio, che dici?

Ricorda che il fatto che una richiesta sia formulata bene, cioè seguendo i criteri precisi della Comunicazione Empatica O.S.B.R. non implica automaticamente che venga soddisfatta! Tuttavia utilizzare questa modalità di richiesta rappresenta un significativo passo avanti nella tua comunicazione e nelle tue relazioni

Sei pronto a scoprire altro?

No Comments

    Leave a Reply

    You Might Also Like