Sardegna

La mia storia d’amore con la Sardegna – Dormire “luxury” nella costa sud

spiaggia di tuerredda

“Qui il mare assume particolari sfumature che vanno dal blu più scuro al verde più puro. C’è una moltitudine di spiagge di sabbia fine e nessuno a calpestarle. Montagne verdi e grigie cadono nell’acqua, un tappeto porpora e giallo, rosso e blu di fiori profuma l’aria. Fa caldo, più che nei resort sovraffollati del sud della Francia”.
È il 1964 e con queste parole il giovane principe Karim Aga Khan descrive la Costa Smeralda a un giornalista americano venuto in Sardegna per raccontare quel miracolo mediterraneo ai lettori di Sports Illustrated.
Sono la nipote, illegittima s’intende, di Nicola Azara, il famoso mediatore di tutte le compravendite a Porto Cervo ai tempi di Grierson, Miller, Guinness e l’Aga Khan, i celebri investitori stranieri che, arrivati in Sardegna negli anni sessanta, rimasero talmente impressionati dalla bellezza di Capriccioli, Romazzino, Cala di Volpe e Porto Cervo da investire 500 mila lire ciascuno nell’acquisto di 170 ettari di terreno a Romazzino, il primo atto per la costituzione del Consorzio Costa Smeralda.
Era il 29 dicembre 1960 e l’accordo fu firmato ad Abbiadori a casa del mediatore Nicola Azara, quello che ho sempre considerato mio nonno.
La mia storia d’amore con la Sardegna inizia da qui, da una serie di incontri romantici segreti tra mia nonna, bellissima donna poco più che ventenne separata e con tre figlie piccole, altoatesina di nascita, ma arrivata in Sardegna per seguire la carriera dell’allora marito, ufficiale dei carabinieri, e il “nonno” Nicola, vedovo, con figli ormai grandi e con quasi trent’anni più di lei. Si ameranno praticamente per tutta la vita.
La Sardegna me la porto nel cuore da quando sono nata. Entrambi i miei genitori sono originari di qui, anche se poi non ci hanno mai vissuto e si sono conosciuti sulla pista di una celebre discoteca del Varesotto. La Sardegna me la porto nei miei tratti e nei miei colori, nella carnagione olivastra, nei miei occhi scuri e nei miei capelli neri.

claudia said

Palau e la Costa Smeralda hanno significato “vacanza” per i primi 18 anni della mia vita. Quella casa a La Cappannaccia, arroccata su una collina e da dove nelle mattine più nitide potevamo vedere La Maddalena, me la porto ancora dentro di me. Qui ho trascorso le mie estati in famiglia quando ci si riuniva tutti per il mese di agosto, quando non esistevano ancora gli stabilimenti balneari e le spiagge non erano ancora attrezzate. Quando mia mamma e le mie zie preparavano la borsa freezer con i panini da portare in spiaggia. Qui ricordo l’acqua cristallina del Piccolo Pevero, la bellezza della Spiaggia del Principe e della Rena Bianca, la mia spiaggia preferita, i pic-nic a Romazzino, le serate a Porto Cervo e il gelato a Baja Sardinia. Ricordo che si andava a prendere l’acqua a San Pasquale, che si andava a mangiare a Fonni, in Barbagia, a casa dei pastori, quando cenare in agriturismo non era ancora una moda. Ricordo i pranzi di pesce che mio nonno ci preparava al rientro dalla spiaggia (e che io non apprezzavo perché il mio palato era ancora nella fase pasta in bianco), mia madre che si preparava per uscire alla sera, le sue collane di corallo rosso e turchese e la Bilboa Carrot protezione 0 (la usavate anche voi?). Ricordo la spensieratezza di quelle estati, non solo mia, ma di tutti, la felicità di essere tutti insieme, ma ricordo anche il giorno in cui accompagnai la nonna lì per l’ultima volta. Lei, da poco rimasta sola, aveva deciso di liberarsi di quella proprietà così grande e ormai impossibile da gestire. Con la vendita di quella casa se ne andò via anche una parte di noi. E le nostre estati non furono più le stesse.

La Sardegna del Sud l’ho scoperta un paio di anni dopo, decisa a non abbandonare questa terra, ma desiderosa di vivere un’esperienza più autentica.
Con le lunghe spiagge di Chia, così diverse dalle piccole calette rocciose del nord, è stato amore a prima vista.
Qui continuano le mie estati da ormai più di quindici anni. Non siamo più la grande famiglia di una volta e spesso il lavoro mi porta a non poter trascorrere in Sardegna più di un weekend. Spesso ci sono mete oltreoceano che mi aspettano, alle quali non riesco a dire di no. Ma anche qui al Sud ho costruito e sto costruendo quelli che in futuro saranno i miei ricordi più preziosi. Quest’anno è stato tutto diverso e ne sono felice, quest’anno per la prima volta da molto tempo mi godo senza rimpianti questo angolo di paradiso che tutti ci invidiano. Ve lo vorrei far conoscere anche a voi, ne parlerei per ore e se potessi vi porterei tutti qui, nella terra che amo e che chiamo “casa”.
Inizio col darvi il benvenuto a Chia, una delle località turistiche più rinomate della nuova provincia del Sud Sardegna e ad indicarvi i tre resorts per eccellenza di questa zona.
Dimenticate l’esuberanza e la vita notturna della Costa Smeralda, qui gli aperitivi quasi non esistono e le serate spesso non arrivano alle luci dell’alba.
Venite qui per godervi il mare, il relax, l’atmosfera autentica della Sardegna.
Ma senza mai rinunciare al lusso.

claudia said
Per dormire ci sono tre eccellenze.
L’esclusivo Forte Village che quest’anno con il suo speciale protocollo anti Covid è stato capace di differenziarsi dai suoi concorrenti e garantire una vacanza in totale sicurezza. Circondato da 50 ettari di stupendi giardini, affacciato sulla bianchissima spiaggia di Santa Margherita di Pula, Forte Village offre una selezione di cinque hotel a 5 stelle e tre hotel a 4 stelle, oltre a 13 ville di lusso con piscina. A disposizione una varietà di ristoranti gourmet, numerose piscine, infinite attività per coppie e famiglie e un’incantevole piazzetta con boutique alla moda. Con l’obiettivo di creare un ambiente che minimizzi le occasioni di contagio permettendo ai suoi ospiti di trascorrere una vacanza serena e spensierata in un ambiente sicuro e senza eccessive limitazioni che ne stravolgano lo spirito e la godibilità, Forte Village ha elaborato il Covid Protection Protocol che consiste in controlli e test effettuati al check-in in un’area dedicata immersa nella natura e in grado di dare risultati in tempi rapidissimi grazie ad un team di specialisti e all’utilizzo di apparecchiature all’avanguardia, trasferimenti dall’aeroporto al resort effettuati con mezzi di trasporto igienizzati e sanificati e la sanificazione di tutti i bagagli prima dell’ingresso nel resort. Ancora una volta, complimenti all’efficienza di Forte Village.
Lo splendido Chia Laguna, per anni il mio resort di mare preferito, su una collina con vista splendida sul mare, con i suoi tanti ristoranti e quell’atmosfera da vacanza che metteva subito allegria. Oggi un po’ penalizzato da alcune attività commerciali non ancora operative, dell’apertura del bar in piazzetta limitata solamente alle ore serali e dell’animazione che pur impegnandosi a creare la giusta atmosfera, non raggiunge i livelli degli anni precedenti. Resta comunque a mio parere un resort eccezionale, confido che per la prossima stagione ritroverà lo splendore degli anni precedenti.
E poi la chicca, l’intimo e lussuosissimo Faro Capo Spartivento, ad oggi l’unico faro in Italia dedicato all’accoglienza, che offre un’esperienza eccezionale, servizi di altissimo livello e una vista impareggiabile sulle splendide spiagge di Chia. Costruito nel 1854 dalla Marina Militare Italiana, fu uno dei venti fari reali voluti da Vittorio Emanuele di Savoia, le cui iniziali capeggiano ancora nel fregio in ferro battuto che sovrasta la porta d’ingresso. L’opera di restauro ha poi saputo conservare il fascino di un faro mediterraneo, intervenendo con discrezione e stile negli spazi interni ed esterni, sui materiali e sugli arredi, in modo da renderlo un meraviglioso esempio di stile mediterraneo minimale. Perfetto per chi è alla ricerca di un’esperienza unica, è possibile affittarlo in esclusiva e diventarne i guardiani, nella privacy assoluta di una riserva naturale protetta e tutta la comodità dell’intero personale di servizio a vostra disposizione.

Questi tre resort rappresentano per me l’eccellenza di questa splendida zona della Sardegna. Nulla di particolarmente ostentato, un lusso che va oltre al nome Costa Smeralda, un lusso che si percepisce nella qualità dei servizi e nella bellezza di un’area meno battuta dalla classiche rotte del turismo, ma a mio parere ancora più affascinante e suggestiva.
Sono luoghi magici questi, con spiagge a perdita d’occhio e ristoranti dove ancora si può gustare la vera cucina tradizionale.
Forte Village, Chia Laguna e Faro Capo Spartivento hanno saputo inserirsi sapientemente in una realtà ancora autentica senza stravolgerla e in un contesto naturale di rara bellezza mantenendolo intatto, portando anche qui nel Sud della Sardegna quel tocco di lusso e di glamour che rende unico ogni viaggio.

Curiosi di conoscere le spiagge più belle, le esperienze imperdibili e i migliori ristoranti di questa incantevole zona del Sud Sardegna?
In questo caso, domani non perdetevi il prossimo articolo.

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