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Soneva Fushi – Natura Allo Stato Puro e Lusso Firmato Soneva

Soneva Fushi, Maldives

Se solo me l’avessero detto un paio di mesi fa non ci avrei mai creduto.
Lo so, l’ho già detto, ma credo che andrò avanti a ripeterlo ancora per un po’.

Io che il primo hotel di lusso l’ho visto a trent’anni suonati e che le vacanze erano solo a casa in Sardegna, questa passione per il Luxury Travel ancora faccio fatica a spiegarmela. Perché forse è sempre stata dentro di me o forse no, forse mi mancava solo qualcuno o qualcosa che mi desse il “la” o che mi aprisse uno spiraglio su questo mondo così affascinante. Si, mi è bastato uno spiraglio, poi la porta l’ho spalancata io con entusiasmo a suon di spinte e gomitate.
Un mondo che affascina si, a tratti anche effimero, ai miei occhi un mondo incantato.

Mi piace scrivere, di un viaggio o di un hotel che sia, solo una volta tornata a casa. Mi piace ripercorrere tutti i ricordi uno dopo l’altro e dargli un ordine, ho bisogno di vivere il posto, di tempo per godermelo e metabolizzare le sensazioni che mi regala, di ancora più tempo per elaborarle e dargli una forma scritta il più credibile e veritiera possibile.
Questa volta però è diverso.
Qui al Soneva Fushi, nell’atollo maldiviano di Baa, c’è davvero troppo da fare, troppo da vedere e da vivere, e ad aspettare la prossima settimana rischierei di dimenticare parti importanti del mio soggiorno in uno dei Resort più esclusivi di tutte le Maldive.

Ospite per tre notti, dalla mia incredibile Two Bedroom Family Villa with Pool, grande almeno dieci volte il mio appartamento, ecco che questa mattina approfitto di un po’ di pioggia per iniziare a raccontare di questo posto per il quale non basterebbe un libro. E infatti di libri, fotografici e non, che illustrano la filosofia di Soneva, qui in villa ce ne sono parecchi.

Difficile per me scrivere di qualcosa quando ancora sento di non averla vista e vissuta per intero, l’isola è davvero grande per i miei standard, circa un chilometro e mezzo in lunghezza, ne ho esplorata solo la metà, tra corse in bicicletta in mezzo alla giungla, e qui è veramente il caso di dirlo, e passeggiate a piedi durante le quali orientarmi era quasi impossibile. Ma va bene così, mi hanno detto che perdersi qui è la parte più divertente. E io sono brava a farlo praticamente ovunque.

Reena, la mia Miss Friday, il mio maggiordomo per intenderci, mi ha accolta due giorni fa appena scesa dall’idrovolante invitandomi fin da subito a restare a piedi scalzi. “No shoes, no news” come recita lo slogan che diversi Resort maldiviani negli anni hanno fatto proprio, e che qui non potrebbe essere più azzeccato. Quasi 365 metri quadri di villa e non c’è la televisione, o meglio, è coperta da una tenda ed è quasi invisibile, ma sinceramente non ne sento la mancanza. Una filosofia tutta particolare qui al Soneva Fushi, fortemente improntata sull’eco-sostenibilità. Ecco infatti l’utilizzo di legno e materiali locali sia per gli arredi interni che per l’architettura esterna, colori dai toni naturali, niente di vistoso, tutto si sposa perfettamente con la natura incontaminata che qui sull’isola cresce rigogliosa. Non solo le classiche palme, ma anche alberi da frutta e piante secolari che invadono letteralmente ogni spazio dell’isola, tanto che ogni villa riesce ad avere una privacy quasi assoluta grazie al verde che la circonda e alle mangrovie che ne delimitano la spiaggia privata spingendosi fino al mare.
Qui al Soneva ci si sposta in bicicletta, a piedi sarebbe quasi impossibile data la grandezza dell’isola. E nonostante un po’ di timore iniziale, più di qualche strada sbagliata e il buio fitto della sera, pedalare da una parte all’altra del Resort nel silenzio più totale, completamente a contatto con la natura, regala una sensazione di benessere e tranquillità che non avrei mai immaginato potesse piacermi così tanto. Sono qui da sola, in quest’isola che fa della privacy il suo punto di forza, e non mi sento sola. Mi sono abituata al silenzio e ai versi dei tanti uccelli che popolano questa giungla, mi sono abituata ai conigli che attraversano noncuranti la strada – sì, conigli, alle Maldive! – ormai avvezzi alla presenza di noi ospiti, mi sono abituata anche ai piccoli gechi che ogni tanto trovo in camera, che se ne avessi visto anche solo uno qualche anno fa sarei scappata a gambe levate.
Mi sono abituata a camminare scalza in questa villa impressionante che probabilmente rimarrà la “camera” di hotel più incredibile della mia vita e di cui ogni tanto, aprendo una porta, scopro qualche stanza di cui non mi ero accorta.

Soneva Fushi, Two Bedroom Family Villa with Pool

Sono quasi le cinque, fuori ha appena smesso di piovere e il sole è finalmente tornato a splendere, il General Manager ha organizzato, così come tutte le settimane, un aperitivo sulla splendida lingua di sabbia che si trova a meno di cinque minuti in barca dal Resort. Adoro le lingue di sabbia, le ho sempre considerate la pura essenza delle Maldive, lembi di sabbia candida che si stagliano in mezzo ad un’acqua dalle mille sfumature di azzurro, se penso al paradiso, penso a dove mi trovo ora.
Circondata da una clientela prevalentemente britannica, ma anche tedesca, svizzera e francese, non manca nemmeno una coppia di italiani, gente di classe che in questa oasi di esclusività ci ritorna ogni anno, tra un bicchiere di Champagne e l’altro, conosco Francesca, simpaticissima istruttrice di subacquea a cui prenoto entusiasta la mia prima immersione alle Maldive per la mattina seguente. Nuoterò insieme a lei lungo un house reef dai colori meravigliosi, pieno zeppo di pesci, un’emozione unica che mi farà finalmente essere orgogliosa del mio brevetto.

Sono l’unica ospite che viaggia in solitaria, e anche per questo vengo coccolata ogni giorno con mille attenzioni. “Devi riuscire a vivere ogni centimetro di questo posto unico e incantevole” mi ripete Reena, facendo di tutto perché ciò si avveri. Insieme visitiamo il Den, un paradiso per i più piccoli, l’area giochi più grande della Maldive che chiamare mini club sarebbe oltremodo riduttivo, un Resort dentro al Resort, così come lo definiscono loro, gli dà certamente più giustizia. Mi portano alla fabbrica del vetro, dove si producono vasi che farebbero impallidire Venini, alla biblioteca sospesa su un albero, al cinema sotto le stelle, e ancora, all’area in cui si riciclano tutti i rifiuti prodotti sull’isola.
Ho un prenotazione per un ristorante diverso ogni sera, anche se non riuscirò a provarli tutti. Avevo timidamente pensato di poter stare un po’ a dieta qui alle Maldive e dopo quasi due mesi di viaggi, invece mi ritrovo catapultata in un tempio della cucina etnica, dove mi è subito chiaro che la qualità del cibo è, ahimè, eccellente.
Dal maestoso buffet organizzato sulla spiaggia illuminata a festa da torce e candele, un tripudio di sapori che spaziano sapientemente da quelli più forti della cucina indiana a quelli più gentili della cucina giapponese, fino alla cena al suggestivo Out of the Blue, un incredibile beach club galleggiante con tanto di scivoli che la sera si trasforma in un elegante e romantico ristorante di ispirazione asiatica, passando per l’originale Fresh from the Garden, proprio nel cuore della giungla, immerso nel verde della vegetazione e al quale si accede percorrendo un traballante ma suggestivo ponte sospeso. Qui si mangia quanto viene coltivato nell’orto che lo circonda, in un’atmosfera magica e ricoperti da un tetto di stelle.
E come non citare la colazione, direttamente sulla spiaggia, con una magnifica vista sul mare e un’invitante distesa di frutta fresca tropicale, una sala dedicata solo al cioccolato, una ai prodotti da forno e un’altra alla cucina giapponese. Sushi e sashimi a colazione erano sempre stati il mio sogno, che finalmente qui al Soneva si è potuto avverare.

Soneva Fushi, Maldives

Tante cose da fare, da vivere, da vedere e da scoprire, troppe per soli tre giorni di permanenza.
E allora mi immagino cosa possa significare restare qui per un’intera settimana, senza doversi preoccupare delle foto con il drone, dei video con la Go Pro, dell’editing delle immagini per Instagram. Solo godendosi questo angolo di paradiso, assaporandone l’esclusività, vivendone il lusso, non quello che si nota vistoso, ma quello che si percepisce nel servizio e nella cura dei dettagli. Penso ai tanti ospiti con cui ho chiacchierato e che ritornano qui ogni anno, affascinati e completamente rapiti da questo luogo un po’ fatato e unico nel panorama delle isole maldiviane, da questa giungla un po’ fiabesca, da questo silenzio e da questa tranquillità che fanno bene alla mente, dal verde smeraldo di quest’acqua che ti cura l’anima.
Penso a cosa vorrebbe dire svegliarsi al mattino presto e andare a fare una lezione di yoga alla luce dell’alba, poi tuffarsi in acqua per un bagno rigenerante, sfruttare la piccola palestra privata all’interno della villa per cercare di bruciare le calorie che inevitabilmente qui si accumulano, passeggiare lungo la spiaggia con il sole sulla pelle, distendersi all’ombra delle palme, chiudere gli occhi, rilassare corpo e mente e semplicemente lasciarsi cullare dal rumore delle onde.

Penso a cosa vorrebbe dire dedicare il pomeriggio alle immersioni, alla scoperta della fauna marina di un atollo davvero favoloso, e poi restare a bagno in quest’acqua cristallina e tiepida tipica dei mari tropicali, aspettando il tramonto, magari con un buon bicchiere di vino bianco in mano – per la modica cifra di 23 dollari.
Penso che il vero lusso del Soneva Fushi non sia tanto nelle sue enormi ville disposte lungo tutto il perimetro dell’isola e tutte in prima linea sul mare, sebbene io non abbia mai visto nulla di così incredibile, e nemmeno nei suoi ristoranti di alta cucina o nelle sue boutique dai prezzi stellari.
Qui il lusso è dimenticare le scarpe e girare a piedi scalzi, tornare bambini con la propria bicicletta e perdersi tra le stradine labirintiche che percorrono tutta l’isola, recuperare il contatto con la natura, godersi finalmente la pace e il silenzio, staccare completamente dalla routine quotidiana, non doversi preoccupare di nulla perché c’è già qualcuno che lo fa per te.
Qui il lusso è sentirsi coccolato e viziato da ogni membro dello staff che ti vede, ti sorride e ti saluta per nome, rilassarsi nella vasca da bagno incastonata in un giardino zen con tanto di laghetto e cascata nella privacy della propria villa, aprire la porta della camera da letto e riempirsi gli occhi di quel blu, del cielo e del mare, di cui temo non riuscirò mai a stancarmi.

Soneva Fushi, Maldives

Qui ci si sente a proprio agio anche se i prezzi di questo Resort sono da capogiro, anche se l’esclusività si respira nell’aria.
Qui si respira un’atmosfera unica, un lusso impercettibile, ma che pervade ogni angolo di questo Resort.
Qui al Soneva Fushi ho trascorso tre giorni tra i più incredibili della mia vita, ho potuto finalmente toccare con mano i primi frutti del mio lavoro, delle notti spese a scrivere, delle ore dedicate ad Instagram.
Qui ho finalmente percepito quella strana sensazione di felicità e soddisfazione che ogni volta che mi guardavo intorno non mi faceva smettere di sorridere e di ripetermi “Claudia, cavolo, è tutto vero”.

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