Marketing

Visibilità pubblica e residuo comportamentale: impara a sfruttarle a tuo vantaggio

Non serve che tu sia un fan di Apple per sapere dell’ossessione di Steve Jobs di fornire la miglior esperienza utente possibile. Partendo da un articolo che ho letto qualche tempo fa e che riguardava il lancio del PowerBook G4, oggi ci concentriamo su un concetto di marketing fondamentale.
Sto parlando della visibilità pubblica.

Ma torniamo all’articolo.

Il nuovo laptop sarebbe stato un trionfo di tecnologia e design, con la sua rivoluzionaria scocca in titanio più solida dell’acciaio e al tempo stesso più leggera dell’alluminio. Inoltre, con uno spessore inferiore ai due centimetri e mezzo, il portatile sarebbe stato uno dei più sottili di sempre.

Ma in tutto questo, qual era la questione più importante per Steve Jobs che non lo faceva dormire la notte?

Non la solidità o il peso del dispositivo, ma l’orientamento del logo.

Da sempre Apple voleva che il possessore del computer vedesse al dritto il celebre simbolo della mela morsicata. Considerata la frequenza con la quale un laptop viene aperto e chiuso, al momento di prenderlo in mano è difficile capire quale sia il verso giusto. Jobs desiderava invece che questo momento fosse il più fluido e agevole possibile e aveva quindi deciso di utilizzare il logo come una bussola: quando il computer era chiuso l’utente poteva vederlo al dritto e in questo modo orientare il portatile per aprirlo.

Ma il vero problema si presentava una volta che il laptop veniva aperto: trovato un posto dove sedersi al bar, in biblioteca o in ufficio, e ordinato una tazza di caffè, gli utenti avrebbero aperto il computer per iniziare a lavorare e a qual punto il logo.. si sarebbe rovesciato!

Risultando al contrario per chiunque altro.

Come sai, Jobs era estremamente convinto dell’importanza del branding e tutti quei loghi a testa in giù non gli andavano proprio a genio.

Anzi, temeva addirittura che avrebbero potuto nuocere al marchio.

Fu così che si pose una semplice domanda:

Era più importante che il logo fosse orientato correttamente per l’utente prima che aprisse il PowerBook, oppure per tutti gli altri quando il dispositivo veniva utilizzato?

Se possiedi un portatile Apple ti sei già risposto.

Jobs ribaltò le sue storiche convinzioni e girò il logo.

Il motivo?

La visibilità pubblica.

Jobs capì che vedere gli altri fare qualcosa rende più propense le persone a comportarsi nello stesso modo.
La parola chiave è “vedere”: se è difficile vedere quello che gli altri stanno facendo, sarà difficile anche imitarli.

La visibilità è dunque un elemento fondamentale per il successo di un prodotto.

Ti sei mai trovato in viaggio in una città sconosciuta, in trasferta di lavoro o in vacanza con un amico? Sei un appassionato di travel, certo che sì!

Atterri, arrivi in hotel, ti fai una doccia e ti rendi conto di essere affamato.
È ora di cena e non sai proprio dove andare, decidi quindi di uscire e cercare un locale nei paraggi. Una volta uscito però, sei subito assalito da decine di possibilità: un ristorante italiano, una tavola calda, quel fast food all’angolo, un grazioso ristorante thai..

Come scegliere quindi?

Probabilmente ti comporteresti come la maggior parte delle persone, applicando una comprovata regola empirica: cercheresti un ristorante pieno!

Se in tanti sono andati a mangiare in un certo posto significa che è buono, se invece è vuoto sarebbe meglio proseguire oltre, non trovi?

Complimenti, hai appena sperimentato il fenomeno della riprova sociale!

Ma quante volte, inconsapevolmente, ti capita ogni giorno?

La forza della visibilità dei tuoi prodotti e del tuo marchio è potentissima.
La visibilità suscita il passaparola: più è facile vedere qualcosa, più se ne parlerà.
La visibilità spinge all’acquisto e all’azione.

Questo succede perché entra in gioco un altro importantissimo fattore:
il residuo comportamentale.

Il residuo comportamentale non è altro che l’insieme delle tracce fisiche che la maggior parte delle azioni e dei comportamenti lascia dietro di sé.

Sono appassionata di marketing e crescita personale, le mensole della mia camera sono piene di questo genere di libri. Ci sono atleti che espongono le loro coppe e medaglie e politicanti che amano circondarsi di foto mentre stringono la mano a politici famosi.

Hai mai partecipato ad una fiera di settore?

Quando andai a Cannes per Iltm, indovina un po’?
Gli stand erano pieni di gadget e omaggi! Tazze, penne, magliette, peluche e braccialetti.

Questi omaggi sono importanti non tanto per l’oggetto in sé, ma perché generano un residuo comportamentale. Cioè rendono il brand visibile nelle azioni e nella vita di tutti i giorni.

E più un prodotto è visibile?

Più se ne parla.

Pensa a tutti quei bellissimi sacchetti usa e getta che alcuni negozi danno ai loro clienti per portare a casa ciò che hanno acquistato. Data la valuta sociale di alcuni brand, molti clienti, io compresa, riutilizzano le buste ricevute, invece di buttarle. Ci metto il pranzo da portare in ufficio, ci metto giornali o documenti, insomma, cerco di esibirli in qualche modo.

Non è forse anche questo un esempio di residuo comportamentale che avviene tutti i giorni?

Si dice che quando le persone sono libere di fare ciò che vogliono tendano ad imitarsi a vicenda, quindi perché le tue idee e i tuoi prodotti abbiano successo, dovrai renderli più visibili pubblicamente.

Esiste un residuo comportamentale dietro ad ogni prodotto o idea.
Ecco perché ti invito a pensare con creatività a come rendere più visibile pubblicamente il tuo marchio, per sfruttare l’enorme potenziale del residuo comportamentale.


Oggi sei partito dall’esperienza di Steve Jobs per renderti conto di quanto la visibilità pubblica del tuo marchio sia importante per decretarne il successo e di come il residuo comportamentale deve essere sfruttato per elevare il tuo marchio pubblicamente e mostrarlo a più persone possibile.
Ora rifletti e poniti una semplice domanda:
Come posso rendere il mio marchio più visibile nella vita di tutti i giorni?

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